Lunedì 12 Ottobre 2026
Una presenza costante e vicina per il Circolo. Un amico più che un ospite. Uno Sfocato, anche, che quando si ritrova tra Sfocati si sente a casa e libero di esprimersi davvero, senza i filtri ed i freni di una serata più istituzionale.
Inediti. Questa è stata la promessa per la serata a programma, in quanto, va detto, non è la prima volta che il Circolo lo cerca e lo convince a condividere per un paio d’ore le sue foto.
Per chi non lo conoscesse, Giò ha vissuto in prima persona molta cronaca di lotta operaia a Torino dagli anni ’70 in poi, militante lui stesso e testimone di proteste, scioperi e realtà sociali spesso dimenticate. Ha dedicato anche molti viaggi al Centro America, documentando le guerre civili in El Salvador, Guatemala e Nicaragua negli anni ’80.
I suoi scatti sono preziosi per ricostruire e fare memoria del famoso sciopero alla Fiat del 1980 a Torino, così come della guerriglia in Centro America. Le sue foto sono ora esposte al Museo di El Salvador dedicato a quel periodo e ancora sono testimonianza e archivio utile al riconoscimento di molti “desaparecidos” dell’epoca.
Anche l’Africa, trova spazio e testimonianza negli archivi di Giò con scatti intensi dal Kenya e dall’Uganda: vita e sguardi tra le montagne di rifiuti e le baracche degli slam, le immense baraccopoli dove vive gente che lotta quotidianamente per acqua e cibo ma che mantiene un decoro stupefacente e manda i bimbi a scuola in divisa (o qualcosa che assomiglia ad una divisa).
La serata è stata una cavalcata nella memoria ma con un costante richiamo alla cronaca odierna. I cartelli dell’epoca a favore del disarmo, contro le incursioni israeliane in Palestina, a favore o contro il regime iraniano, contro i licenziamenti, trovano continuità nella geopolitica e nelle manifestazioni di oggi.
Anche le foto dall’Africa riportano all’attualità: documentano le realtà da cui provengono tanti dei profughi che attraversano deserto e mare per raggiungere l’Europa. E, seppur in scala diversa, queste genti vivono le stesse difficoltà dei più emarginati della nostra società, con lavori precari, mal retribuiti e con problemi abitativi enormi.
Gli scatti: bianco e nero per gli archivi anni settanta/ottanta, anche il colore per l’Africa; dalla qualità analogica di una vecchia Zenit dei primi fotogrammi al digitale più recente; il grandangolo per essere “dentro” la scena; la composizione che passa in secondo piano rispetto alla priorità del momento e del luogo.
Su tutto, una profonda vicinanza umana ed un’empatia “politica” nella volontà di farsi testimone di lotta e di resistenza, memoria e ricordo per noi e chi verrà dopo di noi.
Al termine della serata, l’amico Giò ha ricevuto il bastone del Circolo, intagliato a mano dal nostro Antonello Uccheddu, a testimoniare ringraziamento e apprezzamento del percorso che Giò Palazzo ha voluto condividere con noi. Grazie!
Per coloro che volessero approfondire la figura di Giò Palazzo, qui di seguito il link al suo sito da visitare : https://www.giopalazzo.it/ . In alternativa, cercare nel web il suo nome e si apriranno mille informazioni.
(foto della serata di Daniela Bosio – locandina in evidenza di Graziano Bezzolato)























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